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martedì 26 giugno 2018

VENETO:INTESA SAN PAOLO "L'ITALIA TRA LE PRIME CINQUE DESTINAZIONI TURISTICHE"

INTESA SANPAOLO PER IL TURISMO 4.0 IN VENETO E LA VALORIZZAZIONE DELLE FILIERE
Evento in collaborazione con Destination Italia


A livello regionale, il Veneto rappresenta il principale attrattore turistico, con il 16% circa delle presenze totali di turisti in Italia (69,2 milioni su 427, nel 2017); si sale al 22% se consideriamo solo le presenze dei turisti non residenti (47,1 milioni in Veneto nel 2017, su 212 milioni in Italia), per un grado di internazionalizzazione che sfiora il 70%

Anche dal lato del ricettivo emerge un primato del Veneto, che da solo offre il 27% dei posti letto alberghieri disponibili sul territorio italiano, con un’incidenza degli hotel a stellaggio alto (4 e 5 stelle) che sfiora il 40%, circa due punti sopra il dato nazionale.

Per gli operatori del territorio opportunità di rendere digitale la propria offerta e di promuoversi con il Destination Master Program di Destination Italia.

Veneto Si è tenuto presso la splendida cornice di Villa Franceschi a Mira (Ve) il primo di una serie di incontri sul territorio organizzati da Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Destination Italia, per fare il punto sulle prospettive del Turismo 4.0 italiano, in particolare quelle relative alle destinazioni turistiche Veneto, e valorizzare le potenzialità delle filiere.

All’incontro sono intervenuti Renzo Simonato, direttore regionale Triveneto Intesa Sanpaolo che ha delineato le strategie di supporto al sistema turistico da parte della banca, Ilaria Sangalli, direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo che ha presentato una ricerca sul tema “Valore e potenzialità del turismo nell’attuale scenario competitivo”, Mirko Lalli, founder e CEO Travel Appeal che ha parlato di “Data driven: come i dati cambiano il nostro comportamento, la comunicazione e la promozione turistica. Focus sulla reputazione delle strutture ricettive del territorio”.
Sono seguite poi le relazioni sul tema “Destination Italia: come creare una destinazione di successo” di: Marco Ficarra, co-founder & CEO Destination Italia, Giorgio Medina, product manager B2C Destination Italia, Emma Taveri CEO Destination Makers e Tommaso Peduzzi, Country Manager Trekksoft in Italia.
Dopo un breve intervallo si è tenuta la tavola rotonda “Esperienze sul territorio, tendenze e prospettive di crescita. L’impatto economico della filiera del turismo per lo sviluppo delle destinazioni sul territorio” a cui hanno preso parte: Fabrizio Alfano, direttore commerciale Imprese Triveneto Intesa Sanpaolo, François Droulers, presidente Sezione Turismo Confindustria Venezia Area Metropolitana Venezia Rovigo, Alessandro Rizzante, vice presidente Fidimpresa Fiditurismo Jesolo, Edi Sommariva, project manager Reti di Impresa Confcommercio e Matteo Pasqualotto, co-founder e marketing manager Veronality.


Dalla ricerca di Intesa Sanpaolo è emerso che l’Italia si classifica tra le prime cinque top destinations mondiali, grazie ad una crescita a due cifre dei turisti non residenti negli ultimi nove anni (+42,9% gli arrivi e + 31,1% le presenze).

A livello regionale, è il Veneto a rappresentare il principale attrattore turistico, con il 16% circa delle presenze totali di turisti in Italia (69,2 milioni su 427, nel 2017); percentuale che sale al 22% se consideriamo solo le presenze dei turisti non residenti (47,1 milioni in Veneto nel 2017, su 212 milioni in Italia), per un grado di internazionalizzazione che sfiora il 70%. Sono cresciute le presenze dei turisti provenienti dai paesi emergenti; più che raddoppiate quelle di cinesi e russi, che insieme sfiorano ormai i 2 milioni annui.

L’offerta turistica veneta si configura tra le più ricche di tematismi, che spaziano dal marino all’arte, dal lacuale al montano, abbracciando anche il termale e le tendenze più recenti, come il turismo enogastronomico o sportivo/green. Anche dal lato del ricettivo emerge un primato del Veneto, che da solo offre il 27% dei posti letto alberghieri disponibili sul territorio italiano, con un’incidenza degli hotel a stellaggio alto (4 e 5 stelle) che sfiora il 40%, circa due punti sopra il dato nazionale.

Tuttavia, il potenziale turistico della regione risulta, ad oggi, sfruttato solo in parte. Nuove opportunità di sviluppo emergono, infatti, dall’offerta di pacchetti multi-tematici, nell’ottica di un turismo di tipo esperienziale che possa innalzare, al contempo, anche il grado di sostenibilità turistica delle mete d’arte più ambite, come Venezia. La Riviera del Brenta, che ospita il convegno odierno, rappresenta un esempio di offerta turistica complementare che, con la sua varietà di fattori d’attrattiva (patrimonio culturale, naturalistico e ricco calendario di eventi), può dar vita a un importante gioco di sinergie, qualora si spinga maggiormente sulla leva della visibilità, sia internazionale che nazionale, sfruttando le potenzialità offerte dal web.


Le maggiori potenzialità di crescita potranno riguardare le strutture in grado di allinearsi agli standard internazionali e arricchire la propria offerta. A tale proposito sono stati illustrati i servizi che Intesa Sanpaolo mette a disposizione degli imprenditori turistici: dai finanziamenti per gli investimenti necessari alla crescita e all’operatività ordinaria, allo sviluppo del Programma Filiere per valorizzare la capacità di fare sistema e trarre benefici in termini di miglior accesso al credito grazie all’appartenenza ad una catena di valore che consente loro di essere indicate come strategiche per il Champion e quindi di beneficiare di migliori condizioni. Con lo stesso obiettivo c’è il nuovo Modello di Rating Qualitativo che valorizza anche gli elementi intangibili nel calcolo finale del merito di credito. L’attenzione alla valorizzazione del comparto avviene anche grazie all’associazione a una valutazione "tradizionale" di un'analisi "industriale" per consentire ai nostri Gestori la piena valorizzazione degli elementi qualitativi, dei progetti delle imprese turistiche e dei loro contenuti gestionali. Il Gruppo Intesa Sanpaolo inoltre offre supporto specialistico su progetti complessi attraverso il Desk Turismo di Mediocredito Italiano e finanza straordinaria grazie sia a Mediocredito Italiano sia a Banca IMI, formazione per la valorizzazione del capitale umano come leva strategica fondamentale per le imprese turistiche, supporto nella gestione dei programmi di Welfare Aziendale attraverso l’erogazione di premi aziendali ai propri dipendenti sotto forma di beni e servizi, servizi non finanziari attraverso Intesa Sanpaolo Forvalue (ad es. per costruire nuovi ricavi, acquisire nuovi clienti, allearsi con altre realtà, abbattere i rischi e selezionare collaboratori). L’accordo triennale di collaborazione con il MIBACT che mette a disposizione un plafond di 5 miliardi destinato alla predisposizione di un vero e proprio “Patto per il Turismo 4.0”.
Inoltre Intesa Sanpaolo partecipa a due iniziative imprenditoriali che mettono a disposizione piattaforme digitali per la promozione del territorio:
Destination Italia, una online travel agency nata dalla partnership tra Lastminute.com e Intesa Sanpaolo con la mission di rendere prenotabile a un turista straniero l’esperienza di viaggio in italia, la destinazione turistica e culturale più desiderata al mondo secondo il “Country Brand Index”. La piattaforma www.destinationitalia.com serve sia i turisti stranieri che desiderano organizzare e prenotare direttamente i propri viaggi e le attività nei territori, sia i grandi tour operator internazionali alla ricerca di prodotto di qualità da offrire ai loro clienti più esigenti. In particolare, i partner del progetto hanno illustrato il Destination Master Program, dedicato agli operatori turistici sul territorio che offrono esperienze, percorsi, attività, corsi, visite, ticketing, trasporto, noleggio, come anche rivolto alle associazioni turistiche e alle Destination Management Organization (DMO) delle singole località. Gli operatori affiliati, i cosiddetti “Destination Master”, potranno scegliere di operare a tre diversi livelli – Tech Master, Product Master e Storytelling Master, in funzione delle proprie esigenze – e già al primo livello potranno realizzare, con un modestissimo investimento, la prima esigenza di un operatore turistico: rendere digitale e prenotabile con un solo click la propria offerta, eventualmente appoggiandosi alle licenze di Destination Italia per poter gestire booking e transazioni.

Destination Gusto, l’E-commerce di Intesa Sanpaolo a sostegno dei piccoli e medi artigiani della qualità agro-alimentare italiana per vendere online i loro prodotti di eccellenza.

Entrambe le piattaforme vogliono valorizzare strategicamente tutta quella componente del patrimonio turistico italiano costituita dalla grande varietà dei territori e dall’enorme numero di attrazioni, che rendono l’Italia una destinazione unica: città d’arte, siti archeologici, musei, destinazioni marine e montane, laghi e colline, passando per i borghi per arrivare alla gastronomia, ai vini e al fashion shopping.


Poiché il Veneto rappresenta il principale attrattore turistico, la sfida per la crescita di questa regione si gioca sulla capacità di creare valore in questo settore attraverso un’offerta integrata che punti sull’unicità dei nostri territori. – spiega Renzo Simonato, direttore regionale. – Dobbiamo far scoprire le nostre secret destination, valorizzando l’unicità del nostro territorio, non solo in termini di accoglienza ma anche attraverso le proposte agroalimentari, la cultura e il tempo libero. Intesa Sanpaolo crede fermamente che il turismo sia uno dei motori di crescita del nostro Paese nel medio-lungo periodo, per questo mette a disposizione soluzioni che consentano di estendere al turismo anche le opportunità offerte dal Piano Industria 4.0. Le imprese di questo settore sono oggetto di particolare valorizzazione nelle nostre valutazioni di merito creditizio e commerciale, dove teniamo in considerazione anche la coerenza dei loro progetti di sviluppo e la loro capacità di coinvolgere altri settori trainanti dell’economia dei territori.”

Poter incontrare gli operatori del territorio veneto insieme a Intesa Sanpaolo è un privilegio e una straordinaria opportunità – dice Marco Ficarra CEO Destination Italia. – Insieme ai nostri partner, abbiamo messo a punto uno strumento tecnologicamente avanzato, in grado di relazionarsi sia con i singoli turisti sia con i grandi t.o. internazionali: intendiamo soddisfare i viaggiatori più esigenti con assistenza e servizi personalizzati in tutto il Paese, non solo sulle mete tradizionali. E per fare questo – conclude Ficarra - intendiamo includere nel nostro progetto il più alto numero di operatori italiani qualificati, gli unici in grado di raccontare l’Italia e l’Italian lifestyle, quello che tutto il mondo ci invidia”.


giovedì 14 giugno 2018

CA VENDRAMIN:INTESA SAN PAOLO INCONTRA GLI AGRICOLTORI E DIFFONDE I DATI DELL'AGROALIMENTARE


INTESA SANPAOLO INCONTRA A CA VENDRAMIN(ARIANO/TAGLIO DI PO) GLI AGRICOLTORI DEL SETTORE DELLA RISICOLTURA E DELLA CEREALICOLTURA




L’Italia è il primo paese europeo per valore della produzione e dell’export di riso.



Nel 2017 l’Italia ha esportato riso per un totale di 556 milioni di euro, il 4% in più rispetto al 2016. Una dinamica positiva proseguita anche nei primi due mesi del 2018, con un export in crescita del 10,8% tendenziale. Buoni i risultati verso l’Unione Europea, la Turchia e il Medio Oriente.



L’Italia è settima al mondo per l’export di riso e terza per l’export di riso nella fascia di prezzo più elevata, posizioni conservate nonostante i passi avanti dei grandi competitor asiatici.



Per il comparto della cerealicoltura l’Italia assume posizione prevalente di paese importatore con 2,5 miliardi di euro di frumento e granturco importati nel 2017, in crescita dell’1,2 % sull’anno precedente. Le esportazioni, sebbene limitate a 200 milioni di euro, sono cresciute nel 2017 del 12%, grazie alle buone performance a livello internazionale del frumento italiano.



La provincia di Rovigo ha prodotto nel 2016 5.921 migliaia di quintali di cereali, posizionandosi come 6° provincia italiana per produzione cerealicola e prima nel Veneto, nonostante il calo della superficie dedicata ai cereali.



Nel 2017 Intesa Sanpaolo ha erogato 2 mld al settore agroalimentare italiano



Padova, 14 giugno 2018 – Si è svolto presso il Museo Regionale della Bonifica di Taglio di Po l’incontro promosso da Intesa Sanpaolo dal titolo “Il settore cerealicolo e della risicoltura. Quali opportunità di crescita per il territorio”.

Dopo i saluti di Fabio Ortolan, vice presidente della Cassa di Risparmio del Veneto, ha aperto i lavori Fabrizio Alfano, direttore commerciale imprese Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, che ha anche presentato le iniziative di Intesa Sanpaolo per l’agroalimentare.



Sono seguiti gli interventi di Anna Maria Moressa della Direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo che ha presentato uno studio sul tema “Risicoltura e cerealicolo in Italia e a Rovigo. Traiettorie di sviluppo” e di Anna Lante, Department of Agronomy Food Natural Resources Animals and Environment dell’Università di Padova, con un’analisi sul tema “Il riso una risorsa ancora da scoprire”.



Secondo l’analisi di Intesa Sanpaolo il settore agro-alimentare italiano ha un peso del 3,9% sull’economia italiana. Nel 2017, il settore agro-alimentare italiano ha generato un valore aggiunto superiore ai 60 miliardi di euro (33 per l’agricoltura, silvicoltura e pesca e 27,3 per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco) e ha occupato quasi 1,4 milioni di persone (circa 920 mila per agricoltura, silvicoltura e pesca e circa 465 mila per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco). L’Italia ricopre un ruolo importante anche a livello di agro-alimentare europeo: è infatti terza per valore aggiunto e occupati dopo la Francia e la Germania, ma detiene il primo posto per qualità e ricchezza della produzione con 294 certificazioni (DOP, IGP e STG) nel comparto agricolo e alimentare (di cui 53 formaggi) e 564 certificazioni (DOP e IGP) nei vini e nei liquori.



Con una quota di più del 40% del valore della produzione di riso europeo, l’Italia si colloca al primo posto in Europa per la risicoltura, seguita da Spagna e Grecia.



Nel 2017, l’Italia, primo esportatore di riso europeo e settimo al mondo, ha esportato riso per un totale di 556 milioni di euro, il 4% in più rispetto al 2016. L’Italia risulta esportatore netto, con un saldo commerciale positivo e pari a 419 milioni di euro nel 2017. Quasi l’80% dell’export è diretto all’Unione Europea; tra i mercati extra-UE risultano rilevanti la Turchia, la Svizzera e gli Stati Uniti. L’export di riso, dopo la crisi economica, è tornato vicino ai livelli del 2008 (-2,6% in valore a prezzi correnti tra 2008 e 2017). Il trend di crescita intrapreso nel 2017 appare inoltre in accelerazione nei primi due mesi del 2018 (+10,8%), con buoni risultati ancora nell’Unione Europea, in Turchia e in Medio Oriente.



Saldo commerciale in negativo invece per il commercio internazionale di frumento e granoturco, dove l’Italia importa per il 55% dall’Europa principalmente Francia, Ungheria e Austria, e per il rimanente dai paesi extra europei, Stati Uniti, Ucraina e Canada. Tra il 2008 e il 2016 le importazioni sono cresciute del 20%, toccando nel 2017 i 2,5 miliardi di euro a prezzi correnti, a fronte di un valore delle esportazioni di 200 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente del 12%, un buon segno di riconoscimento internazionale per il frumento italiano.



La regione Veneto nel suo complesso produce il 14,4% del totale cerealicolo nazionale: Rovigo nel 2016 è stata la prima provincia veneta per produzione e per superficie cerealicola, con 5.921 mila quintali di cereali prodotti e 72.544 ettari. Tra il 2008 e il 2016 si è assistito a una riduzione della superficie agricola destinata ai cereali, pari al -8% nella provincia di Rovigo, un dato di gran lunga migliore rispetto al -20% osservato a livello nazionale. Al contempo, a Rovigo è salita significativamente la resa della produzione per ettaro, superando la provincia di Padova e guadagnandosi il primo posto nella classifica produttiva regionale. In particolare prevale la produzione di Mais (54% del totale provinciale), seguita da frumento tenero (21%), soia (14%) e frumento duro (11%). Per quest’ultimo si è registrata un’accelerazione della produzione tra il 2014 e il 2016, in controtendenza rispetto alle altre coltivazioni sia a livello provinciale che nazionale. Per il riso che occupa una posizione di nicchia nella provincia di Rovigo di cui rappresenta circa l’1% del totale della produzione con 47 mila quintali nel 2016, è importante sottolineare che si tratta di una coltivazione di altissima qualità riconosciuta con una certificazione IGP del Delta del Po, che si estende anche nella provincia di Ferrara, dove hanno sede anche le principali industrie di trasformazione.



Le tendenze in tema di consumo per la filiera cerealicola e del riso, sono di un’attenzione sempre più forte sulla qualità della materia prima, sulla differenziazione dei prodotti finali di pasta e da forno con un aumento a doppia cifra dei consumi di prodotti integrali e biologici, in grado di garantire anche proprietà salutistiche come, ad esempio, quelle del “gluten free che si stima interessi non solo i celiaci ma circa 6 milioni di persone.



L’innovazione della selezione delle sementi, la ricerca genetica di nuovi cereali, le possibilità offerte dalla ricerca per lo sfruttamento dei sottoprodotti alimentari, le possibilità di aumentare l’efficienza produttiva e la qualità dei raccolti grazie all’agricoltura di precisione costituiscono delle sfide importanti per la crescita del mondo della cerealicoltura e della risicoltura del rodigino, in grado di attirare le nuove competenze delle nuove generazioni.



Importante sarà infine riuscire a comunicare al mercato estero ma anche al mercato interno l’unicità del riso e dei cereali del Delta, attraverso il racconto del territorio, fatto di tradizione e di innovazione, di oasi naturalistiche uniche e di possibilità di percorsi gastronomici legati ad altre eccellenze polesane come quella del distretto ittico.



“Abbiamo avviato sul territorio una serie di incontri dedicati all’agroalimentare con diversi focus declinati sulle specificità delle diverse zone produttive del Veneto, perchè vogliamo agevolare e rafforzare ulteriormente il settore, sostenendone la crescita e valorizzando il Made in Italy. - ha dichiarato Fabrizio Alfano, direttore commerciale imprese Nordest di Intesa Sanpaolo. - Inoltre vogliamo favorire ulteriormente l’accesso al credito da parte del settore agricolo, mettendo a disposizione linee di credito con caratteristiche innovative ed un modello di servizio dedicato. Nel 2017 Intesa Sanpaolo ha erogato al settore agroalimentare italiano 2 miliardi di finanziamenti a medio e lungo termine, mettendo a disposizione la propria rete di circa 530 filiali “verdi” e 56 specialisti dedicati. Inoltre, grazie all’accordo firmato con il MIPAAF, abbiamo messo a disposizione degli imprenditori dell’agribusiness un plafond di 8 miliardi fino al 2019.”