martedì 26 settembre 2017

ADRIA,CASO COIMPO:IL M5S CHIEDE UN CONSIGLIO COMUNALE CON UNICO ORDINE DEL GIORNO

Adria:Il M5S chiede al sindaco un consiglio comunale sulla questione Coimpo. Una seduta pubblica con un unico odg  e presenziata sia dall'ex assessore Furlanetto che dal comitato di Ca Emo

ADRIA: Il M5S in vista del prossimo consiglio comunale previsto  alle 19.15 di giovedì 28 settembre a palazzo Tassoni,  ha formalmente chiesto di poter trattare la questione Coimpo (inserita al punto 2 dell'ordine del giorno)  in un consiglio comunale pubblico da realizzare in altra data  e  come unico punto dell'ordine del giorno.Una seduta pubblica alla quale dovranno presenziare sia l'ex assessore  Giorgia Furlanetto sia alcuni rappresentanti del comitato di Ca Emo.

”Riteniamo  che la vicenda delicata della  Coimpo, corposa  e importante, debba essere trattata e discussa come unico punto dell'ordine del giorno -commenta la pentastellata consigliera comunale Elena Suman -.I cittadini, in occasione della commemorazione di sabato a Ca Emo hanno  dimostrato il loro interessamento e volere nel sapere qual'è il punto della situazione  dell'azienda  e quale sarà il futuro della frazione. E lo hanno fatto sia con l'esposizione di striscioni, sia con il lungo applauso nei confronti di Giorgia Furlanetto, l'ex assessore  che si attivò per fare luce sulla vicenda”.

Una celebrazione, quella di sabato 23 Settembre a Ca Emo, organizzata per ricordare l'episodio che cambiò la storia del paese: la morte di quattro persone. Era infatti il 22 Settembre del 2014, quando Nicolò Bellato, 28 anni, Paolo Valesella, 53 anni, Marco Berti, 47 anni e Giuseppe Baldan, 48 anni, morirono per aver respirato la nube tossica che si sprigionò all'interno della Coimpo.

”Per tale vicenda-aggiunge la consigliera pentastellata  adriese-abbiamo già depositato una mozione nella quale chiediamo al sindaco di attivarsi per fare in modo che la Coimpo realizzi la bonifica  del sito. E a deciderlo il Tar del Veneto nella sentenza  in cui si legge “Il limite temporale di 90 giorni per adempiere agli obblighi di bonifica non sembra eccessivamente breve in considerazione del lungo tempo a partire dal quale è intervenuta la contaminazione”. Per procedere  alla messa in sicurezza  del sito-conclude  la Suman- abbiamo chiesto  al primo cittadino di procedere formalmente con la procura di Firenze per la richiesta di sblocco di una parte dei capitali della Coimpo, necessari per realizzare la bonifica del sito, in maniera tale che Coimpo non abbia scuse per non eseguire i lavori di ripristino del sito”.



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