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venerdì 29 giugno 2018

CORBOLA:IL CONSIGLIO COMUNALE DICE NO ALL'ALLEVAMENTO AVICOLO CON 15 MOTIVI



CORBOLA:UNANIME IL NO POLLI LA POSIZIONE DEGLI AMMINISTRATORI



Corbola: Il consiglio comunale approva all’unanimità le osservazioni che verranno depositate in provincia  in vista della commissione Via (valutazione impatto ambientale), organo preposto per vagliare il progetto presentato dalla Freguglia Carol, per la realizzazione di un allevamento avicolo tra via Basson e via Spin che dovrebbe produrre  345mila capi. 


Le 15 osservazioni lette dal sindaco Michele Domeneghetti nel corso della seduta pubblica, sono il frutto dei quattro incontri tra la cittadinanza e il primo cittadino. Alle prime due riunioni  hanno infatti  relazionato i tecnici che hanno redatto il progetto dell’azienda proponente, al terzo incontro due tecnici della provincia e al quarto incontro il sindaco ha letto tutte le osservazioni raccolte e accolto altre proposte da parte dei cittadini. Criticità evidenziate dagli abitanti e da un tecnico ingaggiato dalla consigliera regionale Patrizia Bartelle, residente nel comune di Corbola. La produzione dei 345mila capi per i tre cicli di produzione previsti,ogni 35,46 e 60 giorni comporterebbe un incremento del traffico pesante insostenibile per le  vie d’accesso al futuro allevamento avicolo, proprio per le condizioni in cui versano le vie Garzara e Spin:carreggiate strette che non permettono l’incrociarsi di due mezzi pesanti, se non utilizzando alcune “aree di sosta”  private. I cinque capannoni previsti dal progetto dovrebbero sorgere in un’area in cui non vengono rispettate le distanze (previste dalla normativa) da due allevamenti di animali e da tre abitazioni. Una situazione  che preoccupa i corbolesi per il consumo di suolo destinato all’agricoltura con conseguente deprezzamento delle terreni circostanti e delle abitazioni vicine. Altra questione riguarda l’approviggionamento dell’acqua potabile. Il tutto per tre posti di lavoro e poco indotto a beneficio della comunità del territorio. Alla commissione Via, vengono poi richieste le analisi sulle emissioni delle polveri sottili, influenzate dall’uso degli antibiotici destinati agli animali e per la gestione della pollina la cui produzione è di quantità imponenti.



“La partecipazione dei cittadini agli incontri è stato un forte segnale di democrazia- evidenzia il consigliere di minoranza Marco Finotelli- e noi della minoranza vogliamo dare un’impronta politico- amministrativa per dimostrare che, di fronte a questioni che coinvolgono la salute e la genuinità del nostro territorio, non ci sono distinzioni politiche che tengano. Suffragare la nostra scelta di procedere in maniera unanime con una raccolta firme, già proposta  nel quarto incontro da alcuni cittadini, potrebbe essere un punto di forza ancora maggiore, proprio per far capire a chi dovrà decidere che il paese è unito e pronto a fare barricate contro eventuali decisioni contrarie”.”In questo caso l’unione tra maggioranza e minoranza è dimostrazione di lealtà e correttezza e noi della minoranza saremo a disposizione del paese per portare avanti la ferma volontà dei cittadini  nel dire No all’insediamento avicolo, pronti a lottare al loro fianco”.Nel suo intervento Roberto Crepaldi ha chiesto che al punto 9 delle osservazioni venga posto l’accento sull’importanza della salute dei cittadini che è prioritaria per il benessere dei cittadini, come cita la nostra costituzione. La proposta è stata accolta dalla maggioranza.  


Per quanto riguarda la questione raccolta firme il sindaco ha annunciato che darà mandato all’ufficio anagrafe per predisporre che i cittadini possano firmare per dire no all’allevamento avicolo. Appena sarà concluso il breve iter organizzativo  sarà esposto un cartello informativo sulla questione. “Chiaramente questa raccolta firme non rientra nei tempi utili per la Via-ha evidenziato il sindaco-la cui scadenza delle osservazioni è prevista per il 2 Luglio”.

E' intenzione del sindaco Michele Domeneghetti coinvolgere i tre rappresentanti polesani in regione (Corazzari, Azzalin e Bartelle) per portare la questione in seconda e terza commissione regionale.




giovedì 28 giugno 2018

CORBOLA:ECCO LE 15 OSSERVAZIONI PER DIRE NO ALL' ALLEVAMENTO DI POLLI


CORBOLA:ECCO DI SEGUITO LE OSSERVAZIONI LETTE  DAL SINDACO MICHELE DOMENEGHETTI, DURANTE LA RIUNIONE DEL 27 GIUGNO IN BIBLIOTECA COMUNALE.LE STESSE SONO STATE LETTE DURANTE IL CONSIGLIO COMUNALE  DEL 28 GIUGNO.





COMUNE DI CORBOLA



OGGETTO: D.Lgs. 03.04.2006 n. 152 (TUA) e L.R. 18.02.2016 n. 4: domanda di Valutazione di Impatto Ambientale e contestuale Autorizzazione Integrata Ambientale per la realizzazione di un nuovo allevamento avicolo in Via Spin a Corbola (RO) – Rif. Pratica SUAP: FRGCRL80M54H620M – 03122017-2243 Prot. SUAP n. 67350/24-03-2018. Osservazioni in merito alla domanda di V.I.A. ai sensi dell’art. 27-bis D.Lgs 152/2006.



Il presente documento è frutto delle riunioni pubbliche organizzate dal Comune di Corbola in data 23 maggio, 6, 19 e 27 giugno c. a. nell’ambito delle consultazioni pubbliche previste dalla norma citata in oggetto.

In coerenza con la normativa sopraccitata, con la finalità di proteggere e preservare la salute della popolazione del territorio, contribuire al miglioramento dell’ambiente e della conseguente qualità della vita, provvedere al mantenimento delle risorse ambientali ed ecosistemiche (terra, acqua ed aria), nonché alla preservazione dei beni e delle infrastrutture pubbliche esistenti in una logica di sviluppo sostenibile, questo Ente, sottopone all’attenzione della commissione V.I.A. provinciale le seguenti osservazioni:



1 - Viabilità: l’accesso all’area di produzione è prevista dalla strada comunale di via Garzara per un tratto di circa 1450 m e di via Spin per un tratto di circa 90 m. La carreggiata non ha segnaletica orizzontale di mezzeria in quanto non ha una larghezza minima sufficiente a garantire una corsia per ogni senso di marcia. La larghezza prevalente non supera i 4 m. I primi 900 m di via Garzara attraversano una zona abitata ad edificazione diffusa pertanto su entrambi i lati si incontrano passi carrai privati ricavati dal tombinamento di fossi, alternati a banchine cedevoli con relativa scolina. Il fondo stradale (nastro di asfalto) insiste sul sedime del vecchio tracciato anticamente costipato e battuto nel tempo con riporti non omogenei. La consistenza del rilevato stradale pertanto non è stato strutturato per essere considerato idoneo a sopportare carichi eccessivi. Lungo tutto il tratto inoltre sono alloggiate le reti di infrastrutturazione urbana (adduttrice acqua potabile, rete gas). Attualmente il tratto appare in buono stato in quanto è stato interessato recentemente da lavori di rifacimento della tubazione gas con successivo ripristino del manto mentre il tratto oltre via Spin presenta tratti di cedimento di metà della carreggiata e smottamento della banchina. Il comune negli anni scorsi è dovuto intervenire per lunghi tratti nel consolidamento di sponda del rilevato e ripristinare le condizioni minime di esercizio.

Pertanto, dato lo stato di fatto sopra esposto, si evidenzia la criticità nel far transitare mezzi con capacità superiore alle 3,5 t con la frequenza costante media giornaliera dichiarata di 1,6 autotreni, tale stima non contempla i mezzi di trasporto per la costruzione delle strutture previste (autobotti, trasporto inerti, trasporto delle strutture in acciaio e dei vari materiali da costruzione). Tale criticità è ancor più rafforzata quando nell’eventuale e realistico caso di incrocio di due mezzi gli stessi saranno costretti a fuoriuscire dalla carreggiata ed interessare la banchina cedevole.

Non solo, le esigue dimensioni e le curve del tracciato impongono comunque la fuoriuscita dal nastro di asfalto interessando inevitabilmente le banchine inerbate.

Pertanto questo ente, in accordo con la cittadinanza intervenuta, ribadisce la non idoneità della viabilità pubblica presente e prevede l’insorgere di problematiche e danni strutturali ai manufatti ed alle reti in essi alloggiati, generando inevitabilmente spese a carico della comunità.

Si chiedono opere di mitigazione volte alla risoluzione delle problematiche evidenziate.

2 – Distanza da allevamenti suinicoli e bovini esistenti: La D.G.R.V. 856/2012 stabilisce le distanze minime tra allevamenti avicoli, in relazione alla categoria, da residenze, da centri abitati e da allevamenti intensivi esistenti (si veda allegato 1). Nel caso in esame trattandosi di allevamento avicolo di categoria 3 dovrebbe mantenere una distanza di 1000 m da allevamenti di suini e 500 m da allevamenti avicoli. Si pone in evidenza la presenza di una aziende agricola a meno di 800 m ed una seconda azienda agricola a meno di 550 m aventi entrambe autorizzazione attiva e tuttora in esercizio per allevamento intensivo di suini (si veda allegato 2).

3 – Architettura assetto aziendale: Attualmente nell’area di progetto insistono due civici adibiti a civile abitazione ed una azienda agricola con l’abitazione del conduttore e della propria famiglia, stalle, capannoni ed annessi rustici. Nella relazione di progetto non viene specificato in che modo l’azienda agricola proponente risolve la vicinanza dell’azienda agricola confinante e le due abitazioni esistenti in quanto ricadenti ad una distanza inferiore ai 150 m previsti dalla D.G.R.V. 856/2012.

4 – Contratto di soccida: nella relazione di progetto viene dichiarata la realizzazione di un nuovo allevamento avicolo in Comune di Corbola, destinato all’accrescimento di polli da carne allevati a terra, in conduzione di soccida con il gruppo Veronesi (soccidante) che fornisce i pulcini di un giorno di vita e il mangime necessario al loro sviluppo e che, a fine ciclo di allevamento, ritira i polli e li trasporta al macello.

Il contratto di soccida è un contratto agrario di tipo associativo relativo all'allevamento del bestiame. Deriva dalla abrogata forma di prestazione d’opera (mezzadria). A seconda del tipo di soccida, il socio soccidante concede bestiame al soccidario che presta l'opera; costui a titolo di pagamento condividerà gli utili delle attività connesse. Il soccidante è direttore d'impresa. Ne consegue che colui che avrà la direzione dell’azienda e che potrà incidere attivamente sulle scelte in merito alla conduzione del nuovo allevamento sarà il gruppo Veronese. Almeno così viene inteso.

In tale assetto l’azienda proponente si pone come prestatore d’opera (soccidario) su terreno non di proprietà e condotta sotto la direzione del gruppo (soccidante) il quale farà confluire mangimi e capi da ambiti separati e non connessi con le logiche aziendali della ditta soccidaria eludendo la logica del piano aziendale, dello sviluppo di attività strettamente connesse con le possibilità e potenzialità aziendali e del principio di sostenibilità dei processi produttivi con il territorio di accoglienza. Tale approccio si connota sempre più come impianto a carattere industriale e mal si coniuga anche con i principi che sottendono all’accesso ai finanziamenti del PSR e con la destinazione agricola del territorio.

Si chiede ad AVEPA un parere tecnico sulla legittimità della struttura aziendale in relazione alla richiesta di aiuti comunitari per lo sviluppo aziendale del PSR.

5 – Durata e validità dei contratti: con il fine di preservare l’attività eventualmente insediabile si chiede di vincolare i contratti di succida, affitto, concessione o altre forme di contratto per la durata complessiva prevista dell’attività in modo da non creare le condizioni per una modifica degli assetti autorizzati e degli accordi raggiunti con la comunità locale.

                 Inoltre, dato il coinvolgimento attivo del gruppo succidante nella figura del direttore d’azienda, si chiede, nell’eventualità che tale progetto abbia un seguito, che esso venga contemplato negli eventuali accordi stipulati con la comunità locale.

6 – Approvvigionamento di acqua potabile: Attualmente la zona di via Basson e via Spin è servita da una adduttrice datata in acciaio (diam. 400 mm) in pessime condizioni e percorre il rilevato stradale di via Garzara fino al serbatoio di via Spin. Dal serbatoi in direzione di via Spin parte una distributrice in pvc di diam. 110 mm, mentre per servire via Basson parte una distributrice in pvc di diam. 63 mm. Ad oggi le portate permesse da queste tubazioni sono considerate già insufficienti in quanto si riscontrano carenze di approvvigionamento nei momenti di maggior richiesta. Pertanto, in relazione alla prevista ed eventuale maggior necessità di acqua potabile dovuta ai cicli di produzione aziendali si chiede all’ente competente Acquevenete Spa un parere tecnico in merito alla idoneità della rete esistente e la garanzia di un sufficiente e normale apporto presso le utenze domestiche a valle dell’azienda.

7 - Assetto idraulico ed idrogeologico: La zona dove ricade l’intervento è stata interessata anni addietro da allagamenti e ristagni di acqua meteorica dovuti alla non efficienza del sistema di scolo. Tale rete privata di fossi e scoline, non opportunamente manutenuta, ha creato non pochi problemi alle colture. Le recenti campagne di manutenzione, in accordo tra pubblico e privato, hanno migliorato lo stato della rete nonostante rimangano da rimuovere alcune criticità legate a tombinamenti non efficienti in prossimità di passi carrai e passi di accesso ai fondi. Attualmente, tolta la quota di acqua che viene assorbita e permea nei terreni coltivati, la rete si è dimostrata al limite della sufficienza. Pertanto nel progetto, ferma restando la dovuta rispondenza dell’invarianza idraulica prevista per legge, si chiede che lo stabilimento venga dotato di vasche di prima pioggia capaci di rallentare il normale deflusso verso la rete di scolo.

8 – Consumo Superficie Agricola Utilizzata: facendo espresso richiamo alla Legge Regione Veneto n. 14/2017 in merito alle disposizioni per il contenimento del consumo di suolo e modifiche della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 "Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio", facendo riferimento alla classificazione territoriale definita nel PTRC come “Aree ad elevata utilizzazione agricola” (art. 7 e 10 delle NTA), si chiede alla commissione V.I.A. la verifica del rispetto dei principi sotto elencati in relazione al progetto presentato:

a) favorire il mantenimento e lo sviluppo del settore agricolo anche attraverso la conservazione della continuità e dell’estensione delle aree ad elevata utilizzazione agricola limitando la penetrazione in tali aree di attività in contrasto con gli obiettivi di conservazione delle attività agricole e del paesaggio agrario;

b) favorire la valorizzazione delle aree ad elevata utilizzazione agricola attraverso la promozione della multifunzionalità dell’agricoltura e il sostegno al mantenimento della rete infrastrutturale territoriale locale, anche irrigua;

c) favorire la conservazione e il miglioramento della biodiversità anche attraverso la diversificazione degli ordinamenti produttivi e la realizzazione e il mantenimento di siepi e di formazioni arboree, lineari o boscate, salvaguardando anche la continuità eco sistemica;

d) garantire la compatibilità dell’eventuale espansione della residenza anche attraverso l’esercizio non conflittuale delle attività agricole e zootecniche;

e) limitare la trasformazione delle zone agricole in zone con altra destinazione, con particolare riferimento ai grandi impianti produttivi, al fine di garantire la conservazione e lo sviluppo dell’agricoltura e della zootecnia, nonché il mantenimento delle diverse componenti del paesaggio agrario in esse presenti;

f) garantire la sostenibilità dello sviluppo economico del settore rurale attraverso processi di trasformazione del territorio realizzati con il minor consumo possibile di suolo.

9 – Emissioni di sostanze: per quanto concerne la produzione e l’emissione di sostanze nell’aria, acqua e terreno, si chiede alla commissione V.I.A. di valutare non solo i dati medi, ma i dati di picco di ogni sostanza ed il loro effetto considerando il mix prodotto e se questi possono avere effetti sulla salute delle persone (lavoratori compresi). 

10 – Emissioni di polveri: per quanto concerne la produzione e l’emissione di polveri sottili, si chiede alla commissione V.I.A. di valutare se il metodo di abbattimento adottato è ritenuto efficace, e si chiede di valutare l’istallazione di filtri ad acqua e/o nebulizzatori per l’abbattimento costante delle polveri espulse da ogni singolo capannone con relativo sistema di raccolta e scarico dell’acqua di lavaggio.

11 - Emissioni di polveri PM 2.5: si chiede di fornire opportune delucidazioni in merito alla valutazione delle polveri sottili PM 2.5 e delle misure per controllare e contenere tale emissione.

12 - Produzione di pollina: A seconda della tipologia di prodotto (pollo allo spiedo ecc) si prevedono cicli della durata di 30-45 gg, nell’anno 12 cicli da 30 gg e 8 cicli da 45 gg. In media possiamo considerare circa 10 cicli annui per 5 capannoni. In relazione alla produzione di pollina prodotta da ogni ciclo moltiplicata per il n. di cicli annui per i 5 capannoni, si chiede alla commissione V.I.A di valutare se la quantità di pollina prodotta è compatibile con l’estensione aziendale del proponente, e nello specifico, se la quantità di pollina prodotta viene tutta stoccata per poi essere sparsa sui terreni nel periodo di concimazione, o se viene rimossa periodicamente per essere conferita presso altre aziende convenzionate. 



13 – Presenza storica di allevamenti intensivi: si contesta categoricamente la dichiarazione riportata nella relazione di progetto dove si asserisce che la zona ha profonde radici storiche di allevamenti intensivi. In contrapposizione netta al riconoscimento di zona “ad elevata utilizzazione agricola” sancita dagli strumenti urbanistici regionali e locali.

Preme far presente che gli allevamenti intensivi esistenti sul territorio di Corbola mantengono ancora una dimensione aziendale limitata che permette loro, nel caso dei bovini e suini, un equilibrio tra produzione di foraggio/sementi e smaltimento/spargimento del letame/liquame prodotto.

                 Notevolmente diverso se non inesistente il legame con la produzione agricola dei territori ospitanti degli innumerevoli stabilimenti avicoli costruiti a ridosso dei confini del territorio del Comune di Corbola. Come per lo stabilimento in oggetto, capi e mangimi non provengono da produzione aziendale, il prodotto finito viene venduto e trasformato altrove, mentre i residui di produzione (odori, polveri, pollina e sostanze antibiotiche) rimangono sul territorio con conseguenze per la salute ancora non quantificabili. 

                 Sulla base di queste considerazioni si chiede alla commissione V.I.A. una valutazione in merito ai seguenti aspetti:

a)   Dato il massiccio uso di antibiotici necessario al mantenimento del pollame, visti i presunti residui di tali molecole non solo nelle carni ma anche nei terreni in virtù dello spargimento della pollina stessa, si chiede una valutazione delle conseguenze di tali sostanze sui terreni, sulle colture coltivate ed in prospettiva le conseguenze sulla salute umana.



b)   Data la presenza di numerosi allevamenti avicoli sul territorio circostante il Comune di Corbola e dato che le conseguenze ambientali non rispettano i confini amministrativi di insediamento ma ricadono inevitabilmente sui territori vicini, si chiede di valutare se la concentrazione di carico procapite (animale allevato/su abitante insediati) è ritenuto sopportabile. 



14 – Ricadute economiche sul territorio: sulla base della gestione aziendale già trattata al punto 3 e 4 e da quanto è stato presentato nelle riunioni pubbliche, l’occupazione prevista di 3 unità se è sufficiente per le dinamiche aziendali non è equilibrata in relazione alle problematiche ambientali ed economiche che tale attività potrebbe creare. Anche l’indotto risulta essere molto limitato, in quanto tutto proviene da apporti esterni all’azienda (pollame vivo, mangime e prodotto finito). La stessa azienda soccidaria come la soccidante genererà utili in altre realtà avendo esse sedi legali presso altri Comuni. Diverso sarebbe se la stessa attività fosse legata, almeno in buona percentuale, a dinamiche aziendali che traggano le materie prime e servizi dal territorio stesso dove sono insediate.

15 – Deprezzamento terreni e fabbricati limitrofi: L’intervento proposto non ha dimensioni trascurabili, ed impone, date le distanze da rispettare dallo stesso, una non utilizzazione piena dei terreni limitrofi tale per cui risulterebbe impossibile la costituzione di nuovi allevamenti (ad es. di suini) per un raggio di 1 Km. Imporrebbe perciò alle aziende limitrofe esistenti la limitazione nell’uso di stalle e stabulari o la limitazione nell’ampiamento aziendale con il conseguente e prevedibile abbassamento dell’appetibilità e quindi del prezzo di terreni e fabbricati. Tale deriva esporrebbe il territorio verso la scomparsa progressiva della piccola/media proprietà contadina ed al conseguente fenomeno del colonialismo latifondista ed il progressivo spopolamento della campagna.



Il presente documento viene posto alla votazione nel Consiglio Comunale del 28 giugno 2018 presso il Comune di Corbola con il fine di dare al Sindaco proponente mandato di deposito presso la Commissione Provinciale V.I.A.

Le presenti osservazioni ivi contenute saranno inoltre inviate alla Seconda e Terza Commissione Consiliare Regionale del Veneto competenti in materie di politiche del territorio, ambiente, difesa del suolo, turismo e politiche agricole affinchè possano trarre suggerimento per le normative di nuova elaborazione o per il miglioramento delle esistenti.   





                                         







venerdì 22 giugno 2018

CORBOLA:PREVISTO UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO PER L'ALLEVAMENTO AVICOLO


CORBOLA:PREVISTO  UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO PER FARE IL PUNTO DELLE OSSERVAZIONI CONTRO IL PROGETTO DELL'ALLEVAMENTO AVICOLO
Corbola:”Un quarto incontro per raccogliere altre osservazioni e un consiglio comunale aperto dove verrà proposta una mozione che esprima la volontà dei cittadini”.Queste le sostanziali novità emerse dall’incontro organizzato martedì 19 Giugno sulla questione del progetto avicolo presentato in provincia dall’azienda agricola Freguglia Carol.Si tratterebbe del terzo allevamento di polli nel territorio comunale e tra i quindici già esistenti, che prevede la costruzione di cinque capannoni tra le località Basson e Spin, per la produzione annua di 345mila polli da carne spalmata in tre cicli diversi: quello leggero ogni 35 giorni per i polli da rosticceria, quello medio ogni 46 giorni e quello pesante ogni 60 giorni.

Relatori della serata due tecnici della provincia di Rovigo che compongono la commissione VIA(Valutazione Impatto Ambientale):Valeriano Tessaro e Vanni Bellonzi. I due oratori hanno spiegato ai cittadini che gremivano la sala della biblioteca, la normativa  prevista dalla legge e la relativa procedura. 


L’istruttoria dell’azienda è iniziata il 26 Marzo 2018 e ci sarà tempo fino al 2 Luglio per depositare le osservazioni. Sedici finora quelle raccolte dal sindaco Michele Domeneghetti da parte dei cittadini intervenuti alle due precedenti riunioni (23 Maggio e 6 Giugno). Tra queste le tre  abitazioni situate a meno di 150 metri dalle strutture dell’ allevamento animali in progetto, che diventerebbero abitazioni aziendali nel momento in cui i residenti verranno assunti come unità lavorative nell’attività dell’allevamento. “Un’azione secondo la quale –ha evidenziato la  consigliera regionale penta stellata Patrizia Bartelle- non può essere considerata motivo sufficiente per ovviare alle distanze minime delle abitazioni dall’allevamento avicolo, come previsto dalla legge”.


“In più occasioni-ha evidenziato un cittadino corbolese-quando i venti provengono da nord-est, basta posizionarsi al distributore lungo la strada  che collega Adria con la Romea, per sentire la puzza provenire da uno dei due allevamenti vicini”

Il sindaco ha poi ribadito “io sono il vostro rappresentante e la settimana prossima ci ritroveremo per raccogliere altre osservazioni che porterò in provincia. Osservazioni che devono essere precise e chirurgiche se vogliamo  motivare il no per l’allevamento dei polli. Sono contrario anch’io  all’allevamento avicolo e per farlo dobbiamo trovare le motivazioni tecniche, non basta il no politico”




“Attualmente non c’è una normativa che regoli gli odori-ha detto l’esponente penta stellata Patrizia Bartelle-io ho appena depositato una proposta di legge in merito, per un testo di legge che però andrà oltre ai tempi tecnici della conferenza dei servizi”.A ribadire le affermazioni della Bartelle sul piano tecnico il biologo Devis Casetta. La serata si è quindi conclusa tra il volere di tutti nel convocare un consiglio comunale in cui sarà presentata una mozione che incaricherà il sindaco ad essere portavoce in provincia delle varie osservazioni raccolte e presentate dai cittadini”

martedì 27 marzo 2018

CORBOLA:SECONDO MEDICO DI BASE, BARTELLE (M5S)"SARA' LA SORPRESA NELL'UOVO DI PASQUA?"


CORBOLA - Secondo medico di base a Corbola, Bartelle (M5S)”Sarà la sorpresa dentro all’uovo di Pasqua?”




“Doveva essere un regalo dell’epifania, l’affermazione del direttore sociale dell’ulss5 Maria Chiara Paparella quando affermò nell’ incontro pubblico del 15  dicembre 2017 a Corbola, che a Febbraio 2018, sarebbe arrivato il secondo medico di base”. Esordisce così la consigliera regionale Patrizia Bartelle nel commentare la vicenda tanto travagliata del secondo medico di base.”Da allora nulla di fatto, sono solo aumentati i disagi per i cittadini. Prababilmente la festività della Pasqua, oltre ad essere la ricorrenza della “rinascita” per il cristianesimo, lo sarà anche per la sanità del nostro territorio, che farà trovare ai cittadini corbolesi nell’uovo di Pasqua, il medico di base-si augura la Bartelle-”



Parliamo di una  vicenda che ha dell’incredibile di questi tempi. Ma andiamo con ordine.



Era Luglio 2016, quando uno dei due medici di base andò in pensione e secondo la normativa vigente doveva essere sostituito in automatico da un altro medico. Invece non accadde, anzi, arrivò a casa dei cittadini una lettera che invitava gli stessi a fare l’iscrizione presso altri medici del distretto; L ’amministrazione  dal canto suo  invitò i corbolesi ad iscriversi negli studi medici dei comuni confinanti. L’ Ulss  non si mosse più di tanto per evitare i  conseguenti disagi per quegli anziani  rimasti senza medico  e in difficoltà a spostarsi da Corbola,  sia per l’età avanzata sia  per i mezzi pubblici che lasciano a desiderare. Tanti disagi per gli abitanti di Corbola che a  quel punto, attraverso l’associazione “L’aquila”, raccolsero circa 900 firme con lo scopo di far valere il diritto del secondo medico di base nel proprio comune. Un’azione che maturò nell’incontro pubblico del 15 Dicembre, nel corso del quale la referente per l’azienda ospedaliera 5 Polesana Maria Chiara Paparella, annunciò che entro Febbraio 2018 l’ulss Polesana avrebbe insediato un  nuovo medico di base con sede primaria nella sede municipale”. Notizia che fu diffusa dai vari giornali del territorio.



“Nella stessa serata,(15 dicembre 2017),-cambia tono la Bartelle rivolgendosi al primo cittadino del comune dove abita- il sindaco di Corbola Michele Domeneghetti, impegnato a premiare il corbolese dell’anno  al galà delle pari Opportunità a Porto Viro, ha dimostrato  di non saper rappresentare i propri cittadini, firmatari della petizione e potenziali utenti a cui spetta di diritto il servizio del secondo medico di base.”A dimostrarlo i fatti. Nulla è cambiato  da Dicembre, solo alcune dichiarazioni da parte del primo cittadino  ai giornali , in cui  annuncia di voler denunciare i componenti dell’associazione delle Aquile per la questione della sala pubblica dove si doveva svolgere l’incontro del 15 dicembre.”Sarebbe bene – conclude la Bartelle-che il sindaco impiegasse meglio il suo tempo, con azioni che tutelino i propri cittadini  e non con azioni da burocrate contro i propri cittadini, che chiedono il rispetto di un diritto che spetta loro:il secondo medico di base”