giovedì 26 luglio 2018

PORTO VIRO:L'ASSESSORE CRIVELLARI E IL CONSIGLIERE CAPANNA INTERVENGONO SUL PUNTO NASCITE


Durante la seduta del 25 Luglio, il Consiglio Comunale di Porto Viro ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con cui chiede al Ministro della Salute di concedere la deroga alla chiusura del punto nascita di Adria. Anche altri comuni bassopolesani hanno fatto la stessa cosa, considerato che tutti gli amministratori del territorio sono interessati ad un provvedimento che avrà conseguenze sulle partorienti delle proprie zone.

Nonostante i parti all’ospedale di Adria siano al di sotto della soglia di 500 all’anno, stabilita nel 2015 dal ministro Lorenzin, è assodato che la struttura di Adria possiede i requisiti organizzativi, tecnologici e di sicurezza previsti dalla legge. Ma, soprattutto, occorre considerare che il territorio bassopolesano possiede caratteristiche geografiche sfavorevoli, che provocano notevoli disagi alle partorienti, con grandi distanze da coprire e con la strada Statale Romea congestionata dal traffico e ulteriormente oberata nei periodi estivi – afferma il consigliere comunale della Lega Michele Capanna”.

L’assessore regionale alla sanità Coletto – prosegue Capanna - ha incontrato i sindaci delle aree del Veneto interessate dalla chiusura dei punti nascita e ha affermato che è in corso un dialogo costruttivo con il nuovo ministro della Salute Giulia Grillo e con i suoi tecnici, per ridefinire i parametri che consentono di tenere aperto un punto nascita; occorre tenere conto delle necessità concrete dei residenti e delle caratteristiche sociali e territoriali delle zone interessate”.
Oltretutto, non si comprende perchè, a fronte dei 420 parti nel 2017 dell'ospedale di Adria, il Ministero abbia lasciato aperti i punti nascita degli ospedali di Venezia (292 parti), Asiago (97 parti) e Pieve di Cadore (44 parti) – aggiunge l’assessore Diego Crivellari”.

Noi della Lega riteniamo che il Ministero della Salute debba rivedere le proprie posizioni e mantenere i punti nascita di Adria e Trecenta, in quanto presidi irrinunciabili che rispondono efficacemente ai reali bisogni del nostro territorio”.

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