sabato 28 luglio 2018

VENEZIA:WEST NILE,BARTELLE(M5S)"MA QUAL'E' IL PIANO SORVEGLIANZA DELLA REGIONE VENETO DOPO DIECI ANNI DI STUDIO DEL PROBLEMA?

Venezia:West Nile,Bartelle (M5S)”Ma qual è il piano di sorveglianza della regione Veneto,dopo dieci anni di studio del problema?”

“L’assessore Coletto spara cifre, parla di un piano in atto, ma non chiarisce  cosa la regione Veneto stia facendo per impedire il proliferare della infestazione  delle zanzare, vettori della febbre del Nilo. Non parla degli interventi messi in cantiere per azzerare i focolai di infezione e  delle azioni di prevenzione che, a quanto pare non sono state così efficaci,  visti i risultati dei casi in aumento. E  Chi vive normalmente il problema, ed attua tutte le azioni suggerite dai dipartimenti di prevenzione, andando sui siti della regione, o gli avvisi dei comuni, è comunque lasciato da solo, alla propria capacità di arrangiarsi. Questo per dire che le risposte dell’assessore Coletto sono ben lontane dai problemi reali della gente “-commenta la consigliera regionale penta stellata Patrizia Bartelle-
“Se gli interventi di prevenzione fossero stati attivati secondo un ben definito programma cronologico,  ora  non si rincorrerebbe  il problema che si conosce da dieci anni a questa parte-tuona la consigliera regionale Bartelle-.
“Sarebbe quindi  il caso di capire quale sia il piano di sorveglianza messo in campo dalla Regione Veneto,-incalza la consigliera penta stellata Patria Bartelle, rivolgendosi all’assessore Coletto- invece  di spostare l’attenzione sul personale medico che è pronto e preparato a riconoscere le patologie correlate all’infezione. Nessuno ha mai messo in discussione la preparazione del personale sanitario, ultimo baluardo di fiducia dei cittadini nel servizio pubblico”.
E nel concludere la Bartelle afferma “Non si capisce come siano state spese negli anni le cifre citate dall’assessore Coletto, comunque sia, se si sommano le spese avvenute negli anni con  azioni diverse,   non cambia la situazione attuale. Vuol dire che quanto fatto fino ad ora, o era poco, o era semplicemente sbagliato. Se cosi fosse, la regione ammetta che non è riuscita a governare la situazione e sta lavorando verso la cura,  sperando nelle buone pratiche messe in atto dai cittadini”.

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